domenica agosto 29, 2010 20:11
Oggi incontriamo i Saturnali!!!
Oggi parliamo di una festa religiosa, ambientata nell’epoca romana, dedicata al dio Saturno, il periodo in cui veniva praticata andava dal 17 al 23 dicembre….
Questi giorni di festa erano caratterizzati da banchetti gastronomici, dove trovavano spazio anche “sacrifici” e più in là forme di sessualità poco lecite.
Il saluto consisteva nel recitare codeste parole:” Io Saturnalia” e ci si scambiava piccoli doni che venivano denominati “strenne“…
Durante questo periodo di festa, il mondo era al rovescio, e vi spiego perchè…
Gli schiavi venivano liberati e potevano agire come tali durante tutto il periodo della festività.
Tra di loro, veniva eletto, tramite estrazione, un princeps, ovvero una persona che si atteggiava all’alta nobilità, indossando una maschera rossa e un abito variopinto. Una figura davvero esilerante!
Questa maschera simboleggiava anche la personificazione di una divinità infera (Saturno e/o Plutone) che aveva il compito di custodire le anime dei defunti.
Nell’epoca romana infatti, si pensava che queste divinità, nel periodo invernale, uscissero dalle profondità, per vagare sopra la terra incolta e fredda.
I banchetti e quindi i sacrifici, erano un’offerta con il solo scopo di farli ritornare nelle viscere della terra e limitare i danni, assicurando cosi anche un buon raccolto nel periodo estivo.
Piano piano questa festa, precursore del nostro carnevale, si trasformò in uno sfogo di frustrazioni ed oppressioni, infatti l’ordine e la tradizione, dell’epoca, non sempre assicuravano giustizia ed equità al popolo.
Ma c’è anche chi come Catullo, definiva I Saturnalia, come ” i giorni più belli dell’anno”…
Esaminiamo ora nel dettaglio i giorni di festa.
Il primo giorno era dedicato alla processione verso il tempio di Saturno, posto nel foro alle falde del Campidoglio e si faceva sull’Ara il solenne sacrificio, ovvero si scioglieva la benda di lana che avvolgeva i piedi del simulacro di Saturno; solo cosi poteva adempiere alle sue funzioni di fondatore e rinnovare l’era del nuovo anno.
Si tornava quindi a legare di nuovo il simulacro e simbolicamente si uccideva il suo sostituto, Rex Saturnaliorum.
Di seguito il littisternio ( dal latino “lectus” letto e “stemere” stendere) ovvero la cerimonia del banchetto, dove le statue venivano adagiate su letti posti attorno ai tavoli pieno di cibo…il tutto in onore dei dodici dèi e Giove!
I commensali si scambiavano brindisi e auguri, autori del banchetto erano gli epulo-nes, ovvero membri di quattro corporazioni…
Si aspettava cosi la fine della notte e il sorgere del Sole nuovo…
Anticamente la festa durava un solo giorno, poi fu portata a tre giorni da Cesare, a quattro da Augusto, a cinque da Caligola e a sette da Domiziano.
Durante la festa le scuole e i tribunali erano chiusi, erano proibite le guerre e l’esecuzione di pene capitali, il tutto doveva riflettere il festeggiamento puro!!
Ora vi saluto con un “Io Saturnalia”
ADEA
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